EMICRANIA E ALIMENTAZIONE

L’emicrania è una patologia neurologica primaria, a base genetica e multifattoriale, molto comune e disabilitante, che colpisce prevalentemente la popolazione femminile e che è caratterizzata dall’insorgenza di attacchi di cefalea pulsante, a livello di uno o entrambi gli emisferi cerebrali, associata spesso a fotofobia, fonofobia, osmofobia, nausea e vomito.

La frequenza degli attacchi di emicrania è variabile per ciascun paziente e nei diversi periodi della vita e i fattori scatenanti che possono determinare la crisi acuta sono molteplici: il ciclo mestruale nella donna, i ritmi di vita irregolari, il sonno notturno non riposante, lo stress (oppure il relax dopo lo stress), determinati cibi e la frequenza elevata del loro consumo, i cambiamenti ambientali e quelli climatici. Lo stile di vita e le abitudini alimentari possono svolgere, quindi, un ruolo importante nel favorire o contrastare l’elevata frequenza degli attacchi di emicrania in chi è affetto da questa patologia.

Dai dati presenti in letteratura scientifica è confermato che esiste una relazione tra emicrania e obesità e sovrappeso: sia nella popolazione di adulti che in quella pediatrica, la prevalenza, la frequenza e la gravità dell’emicrania sembrano aumentare in relazione all’ indice di massa corporea. Una riduzione del peso corporeo correla con un miglioramento della frequenza e della intensità delle crisi di cefalea. Inoltre, è confermata un’ associazione tra emicrania e aumentato rischio di insulinoresistenza. Da queste evidenze si evince l’importanza di intervenire sui pazienti emicranici con una adeguata modificazione dello stile di vita e delle abitudini alimentari al fine di controllare il peso corporeo e prevenire i rischi di salute cui possono essere predisposti.

E’ confermato che uno stato di lieve disidratazione cronica, il digiuno prolungato e l’ipoglicemia costituiscono fattori scatenanti per gli attacchi acuti di emicrania; pertanto, per i pazienti affetti dalla malattia è di fondamentale importanza una adeguata idratazione quotidiana e l’adesione ad una dieta ad elevato apporto di fibre, con distribuzione adeguata degli apporti energetici e regolarità dei pasti nell’arco della giornata. 

Fino al 60% dei pazienti affetti dalla malattia dichiarano una relazione causa -effetto tra il consumo di determinati alimenti e un attacco di emicrania. I cibi “trigger” maggiormente indicati sono il cioccolato, i formaggi stagionati, altri cibi ricchi di istamina (pomodoro, frutta secca, ecc), il caffè o l’astinenza da caffè, l’alcool (specie il vino rosso e la birra), il dolcificante aspartame e alcuni additivi alimentari, contenuti in diversi cibi industriali, quali il glutammato monosodico, i nitrati e i nitriti. Tuttavia, i trigger alimentari sono altamente individuali e non sono indicate nè raccomandate di routine diete di eliminazione empiriche. Ragionevolmente risulta opportuno elaborare un piano alimentare specifico per ciascun paziente, facendo riferimento alla sua anamnesi e valutando il diario alimentare e della cefalea. La personalizzazione è la chiave più opportuna per l’impostazione di una dieta specifica nei pazienti affetti da emicrania, andando a curare anche lo stile di vita, la regolarità nelle abitudini giornaliere, buoni livelli di attività fisica e movimento, la gestione dello stress e la qualità del sonno notturno. 

Al di là della scelta di impostare o meno eventuali diete di eliminazione, nei pazienti affetti da emicrania è opportuno curare l’alimentazione sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, raccomandando una dieta varia e pasti adeguati da consumare ad orari regolari nell’arco della giornata. Esistono, infatti, diverse prove scientifiche a supporto delle diete “complete” come terapia profilattica della malattia; tali regimi alimentari non richiedono l’esclusione di uno o più cibi ma regolano in modo preciso le quantità di ciascun nutriente, apportando adeguati fabbisogni di vitamine, proteine, carboidrati e grassi. In particolar modo, è stato dimostrato che la dieta mediterranea correla con un miglioramento netto dell’andamento della malattia, specie se ad alto contenuto di acidi grassi omega tre correla.

Tra le supplementazioni alimentari nella terapia profilattica dell’emicrania trovano riscontro scientifico gli integratori a base di coenzima Q10, riboflavina e magnesio; in particolare, quest’ultimo ha dimostrato efficacia nella riduzione del disturbo in età pediatrica e dell’emicrania associata al ciclo mestruale.