LA TRIADE DELL’ATLETA

La TRIADE DELL’ATLETA è una condizione che si manifesta, a partire dalla pubertà, nelle giovani donne che praticano sport a livello intenso o agonistico. Si tratta di una patologia dovuta ad una carenza energetica nell’alimentazione e associata conseguentemente ad amenorrea e mancata mineralizzazione ossea. Un deficit importante di energia nella femmina sportiva si verifica quando l’introito calorico attraverso la dieta non è adeguato all’elevato dispendio energetico attraverso lo sport. Tale insufficiente disponibilità di energia comporta un danno più o meno graduale e importante alla salute riproduttiva e scheletrica della donna, compromettendo la funzionalità ovarica e la densità minerale ossea, fino a condizioni di infertilità, osteopenia e osteoporosi. L’amenorrea stessa, se protratta, aggrava ulteriormente l’osteopenia.

La triade dell’atleta può insorgere in modo involontario, quando la dieta non è opportunamente pianificata sulla base del tipo e dell’intensità dell’ attività fisica praticata; per questo è importante, nelle giovani donne sportive, impostare un piano alimentare specifico per i propri fabbisogni energetici e nutrizionali.

Il disturbo può essere anche conseguenza di una intenzionale restrizione calorica, talvolta in presenza di disturbi del comportamento alimentare, preesistenti o causati dalla pratica sportiva.
Le situazioni più a rischio sono:
gli sport in cui la struttura pre-puberale è vantaggiosa per la performance (es. ginnastica artistica, tuffi, pattinaggio artistico);
gli sport a componente estetica (es. danza, pattinaggio artistico, ginnastica artistica);
gli sport di endurance, dove il basso peso è preferibile (es. ciclismo, sci di fondo, corse su lunga distanza);
gli sport che prevedono un abbigliamento che rivela le forme corporee (es. nuoto);
gli sport con categorie di peso (es. arti marziali, lotta).

Il riconoscimento e l’intervento precoce della triade dell’atleta sono fondamentali per prevenire la progressione del danno sulla salute e l’insorgenza delle complicanze (infertilità, osteoporosi).

L’approccio terapeutico deve prevedere il coinvolgimento del medico curante, dello specialista ginecologo, del nutrizionista e, in caso di disturbo del comportamento alimentare, dello psicoterapeuta. Come sempre risulta fondamentale il ruolo centrale della famiglia e anche quello degli allenatori sportivi.

Il primo obiettivo terapeutico e’ il recupero del peso corporeo attraverso una dieta adeguata ai fabbisogni e attraverso il controllo del dispendio energetico. I pasti devono essere equilibrati nell’apporto dei macro e dei micronutrienti, in particolar modo coprendo il fabbisogno giornaliero di calcio, ferro, zinco, vitamina K e inserendo la vitamina D come integrazione. Il trattamento ormonale si impone nei casi in cui la dieta non sia in grado di risolvere l’ amenorrea entro un anno dalla sua insorgenza e nei casi di fratture ossee.

DA SETTEMBRE CAMBIO VITA

Settembre è per tutti il mese dei buoni propositi: la conclusione dell’estate e l’inizio del nuovo anno lavorativo favoriscono e rafforzano la volontà e l’impegno di intraprendere nuovi progetti. Ma quante volte capita di “partire in quarta”… e poi perdersi per strada! Quante volte a tanti di noi è successo, proprio in questo periodo dell’anno, di iniziare una dieta o l’attività fisica… ma non riuscire poi a portare a termine l’obiettivo prefissato! La verità è che i famosi “buoni propositi” non funzionano quasi mai, talvolta perché non siamo realmente motivati, altre volte perché le motivazioni non sono abbastanza forti o sono quelle sbagliate, spesso perché desideriamo ottenere un risultato veloce senza essere pronti a cambiare realmente noi stessi e la nostra vita. Molti dei pazienti che visito in studio desiderano intraprendere una dieta dimagrante per migliorare le proprie condizioni di salute, per risolvere alcuni disturbi legati all’alimentazione, per sentirsi meglio con se stessi e fisicamente… non sempre però accettano il fatto che “fare la dieta” non sia sufficiente, al contrario occorre iniziare a cambiare, giorno dopo giorno, diversi aspetti della propria vita. Per la prevenzione di numerose patologie e per il mantenimento del nostro organismo in condizioni di salute e benessere psicofisico, occorre intraprendere una vera e propria modificazione, graduale ma duratura, delle abitudini quotidiane. Si può iniziare da un cambiamento alla volta, quello prioritario per ciascuno di noi, lavorando innanzitutto sulle motivazioni personali e cercando modalità e strategie pratiche personali. Spesso occorre chiedere aiuto ed essere guidati da un professionista esperto, soprattutto in caso di sottopeso, sovrappeso e presenza di patologie specifiche. Per i miei pazienti ho riassunto in un decalogo le principali “regole” da seguire per uno stile di vita sano:

  1. stop al fumo
  2. alimentazione varia e bilanciata
  3. limitare l’alcool
  4. mantenere un peso corporeo salutare
  5. curare l’idratazione quotidiana
  6. curare la qualità del sonno notturno
  7. contrastare le fonti di stress
  8. Praticare uno sport regolarmente e/o avere uno stile di vita attivo
  9. rallentare… vivere con lentezza !
  10. perdere il controllo, di tanto in tanto

Quest’ultimo punto è per ricordarci che anche una eccessiva attenzione verso la salute, la corretta alimentazione e lo sport possono sfociare in una ossessione e comportare dei rischi per il nostro benessere fisico e psicologico. Ciascuno di noi può e deve migliorare e cambiare le proprie abitudini, ma raggiungendo un equilibrio salutare e benefico. Spesso il meglio è nemico del bene!

LA VIGORESSIA

SEMOLA E CAIO

Quest’estate ho rivisto assieme al mio bimbo il mio film preferito della Disney, La spada nella roccia. La storia di Semola è quella di un adolescente ingenuo, un “tipetto tutt’ossa” che, guidato dalla saggezza e sensibilità di Mago Merlino, diventa Re Artù, in barba al fratellastro Caio, un ragazzone “tutto muscoli e niente cervello”.

“Vuoi essere tutto muscoli e niente cervello, ragazzo?”
“Io non ne ho di muscoli”, risponde Semola a Merlino.
“Ah no, ma allora come fai a camminare, ci hai pensato?”
“Beh, forse qualcuno ce l ho!”

La VIGORESSIA è l’ossessione per il fitness o, più precisamente, per l’allenamento fisico, la dieta e l’uso di integratori e anabolizzanti al fine di aumentare la massa muscolare e migliorare la forma fisica. L’adolescenza è il periodo più critico per l’esordio di questo disturbo, che interessa prevalentemente il sesso maschile. A rischio sono soprattutto i ragazzi dal carattere più fragile, con una bassa autostima, che possono subire il confronto con i coetanei o essere influenzati dai modelli imposti di prestazione e prestanza fisica maschile. Il disturbo, nei soggetti predisposti, può anche manifestarsi in seguito alla frequentazione di palestre e centri fitness ed essere esito dell’influenza subita da parte di allenatori e personal trainer. La vigoressia è classificata tra i nuovi disturbi del comportamento alimentare per l’adesione prolungata a diete iperproteiche e per l’ uso di anabolizzanti associati ad un allenamento fisico intenso ed eccessivo. Come nell’ anoressia nervosa esiste una distorsione della propria immagine corporea, il soggetto affetto persiste nella convinzione di essere sempre troppo esile e la sua vita è ossessivamente impegnata nel controllo della propria forma fisica. Le conseguenze sulla salute investono il fisico e la psiche, provocando disturbi dell’ apparato gastrointestinale, traumi muscolari e scheletrici, carenze nutrizionali gravi, malattie del metabolismo, impotenza, depressione. La vigoressia è un disturbo spesso sottovalutato o non riconosciuto come tale, pertanto sottodiagnosticato e sottotrattato. Fondamentale e’, dunque, il ruolo della famiglia nella prevenzione o nella diagnosi precoce della malattia, a partire dal riconoscimento dei suoi segni premonitori o di esordio nei ragazzi ancora adolescenti o nei giovani adulti. In particolare, fino al completo sviluppo staturo ponderale (18-20 anni nei maschi), sono assolutamente controindicati programmi di allenamento, diete e integrazioni alimentari per incrementare la massa muscolare; successivamente al raggiungimento dell’età adulta, un eventuale intervento sulla composizione corporea deve essere ponderato e intrapreso con la guida di un professionista sanitario. Se da un lato è importante che i ragazzi pratichino sport, è sicuramente necessario che gli ambienti frequentati siano sani, sereni e capitanati da allenatori seri ed equilibrati.

Che meraviglia che sarebbe se per ogni ragazzo in crescita ci fosse un Merlino a fargli da Maestro, ad insegnargli con amore, onesta’… e un pizzico di magia… che “il sapere e la saggezza sono la vera forza”!

Alimentazione e stile di vita: 10 errori molto comuni, da conoscere e da arginare per migliorare le proprie abitudini

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1 saltare la prima colazione: tale abitudine comporta durante la mattinata un deficit energetico e nutrizionale e successivamente l’adesione ad una dieta inadeguata sia da un punto di vista qualitativo che da un punto di vista quantitativo, con la difficoltà a gestire la fame nell’arco della giornata.

2 mangiare fuori pasto: le cause di questa abitudine errata possono essere diverse, in ogni caso la conseguenza di tale comportamento e’ l’assunzione in eccesso di kcal giornaliere e, in particolar modo, il consumo di prodotti da forno, junk food e alimenti poveri di nutrienti e ricchi di grassi saturi e zuccheri semplici. Inoltre, la prassi di mangiare fuori pasto si traduce in un’ alimentazione irregolare e nella tendenza a saltare i pasti, con il rischio di incorrere in carenze nutrizionali.

3 consumare troppi alimenti proteici, in particolar modo proteine animali contenenti grassi saturi (carni e salumi, formaggi stagionati, uova, burro). Tale abitudine è estremamente comune e spesso comporta l’assunzione di proteine giornaliere in eccesso rispetto al nostro reale fabbisogno (all’incirca 1 gr pro chilo di peso corporeo) e rispetto alla quota proteica prevista in percentuale nella ripartizione corretta dei macronutrienti (45-60% carboidrati, 20-35% grassi e 10-15% proteine). Oltre a controllare maggiormente le porzioni proteiche giornaliere occorre variarne la tipologia, consumando abitualmente anche il pesce, contenente grassi insaturi, e le proteine di origine vegetale contenute in legumi, frutta secca, cereali integrali.

4 assumere poche fibre, le quali sono contenute in ortaggi, frutta, cereali integrali, legumi, semi, frutta secca. Le fibre sono essenziali per favorire la regolarità dell’alvo, evitare il passaggio all’interno del sangue delle sostanze tossiche, rallentare e controllare l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri, facilitare una adeguata idratazione dell’organismo, aumentare il livello di sazietà e, pertanto, aiutare a controllare il peso corporeo.

5 consumare in eccesso sale aggiunto. Il nostro fabbisogno di sale è già adeguatamente soddisfatto dalla quota di sodio naturalmente contenuta nei cibi di abituale consumo. Pertanto risulta in eccesso tutto il sale aggiunto come condimento nelle nostre ricette ed anche quello “nascosto” nei prodotti industriali e da forno, nei cibi in scatola e nei cibi pronti e precotti. Oltre a evitare o limitare il sale aggiunto prediligendo spezie e aromi come condimento, occorre prestare attenzione ad un eccesso di salumi, formaggi stagionati, cibi industriali e junk food in generale. Il ritorno alle tradizioni, scegliendo una preparazione casalinga di materie prime di stagione e locali, è auspicabile per limitare il consumo di sale nella nostra dieta e i rischi che un suo eccesso comporta sul lungo termine per i nostri sistemi cardiovascolare e renale.

6 eliminare dalla propria alimentazione determinati cibi per controllare il peso corporeo o per la convinzione, spesso errata, che non siano salutari o che causino disturbi. Non esistono cibi di per se’ dannosi per la salute e le diete di eliminazione di uno o più alimenti, specie se imposte ai bambini e ai ragazzi in crescita, non solo sono inutili ma spesso anche dannose, a meno che non siano prescritte da medici specialisti dopo diagnosi accertata di allergia alimentare o intolleranza alimentare. In particolare, i test delle intolleranze alimentari non hanno validità scientifica! Le uniche vere intolleranze alimentari sono quelle al glutine e al lattosio, entrambe diagnosticabili attraverso esami ematochimici e strumentali prescrivibili dal Medico di Medicina Generale.

7 seguire una dieta monotona, con esclusione di molti alimenti. Il vero segreto di una dieta sana è molto semplice ed è proprio la varietà nella scelta degli alimenti da assumere ogni giorno. Spesso, per comodità, praticità o abitudine, si tendono a consumare sempre gli stessi tipi di alimenti, assecondando anche i bambini nella loro naturale predisposizione alla monotonia. Utile abituarli, invece, ad assaggiare e sperimentare, ricordandosi tuttavia di non obbligarli mai, non insistere e non usare il cibo come premio o punizione!

8 trascurare e sottovalutare l’importanza di un adeguato riposo notturno. Il metabolismo del nostro organismo e la sua salute dipendono fortemente dalla corretta durata e qualità del sonno notturno, pertanto la sera occorre prepararsi al riposo, evitando la tecnologia e dedicandosi ad attività rilassanti, inoltre sono sempre da inquadrare e trattare i disturbi del sonno.

9 non praticare sport e/o condurre una vita sedentaria. Nei bambini e nei ragazzi lo sport è fortemente raccomandato per una crescita armonica e in salute, ma anche in età adulta è indicato inserirlo abitualmente, a meno che non vi siano impedimenti fisici. Lo sport favorisce il funzionamento e la salute di ogni organo e apparato e rappresenta un aiuto importante per la psiche e per il controllo del peso corporeo. Tuttavia, le sole due o tre ore in media di sport a settimana possono non essere sufficienti se ad esse si associa uno stile di vita sedentario. Uno stile di vita attivo prevede lunghe camminate ogni giorno, spostamenti a piedi o in bici, l uso delle scale di casa anziché dell’ascensore, la pratica di hobby e attività piacevoli che prevedano movimento e contrastino la sedentarietà.

10 seguire diete dimagranti restrittive o comunque senza la guida di un professionista in caso di sovrappeso, obesità o in caso di patologie che necessitano di un approccio alimentare specifico. In particolar modo è assolutamente controindicato e rischioso sottoporre ai bambini e ai ragazzi in crescita diete dimagranti e regimi alimentari di eliminazione o fai da te!

 

I SIGNIFICATI DEL CIBO

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La nostra alimentazione riveste un ruolo centrale nella nostra vita perche’ il cibo stesso e’ vita ed è ricco di significati importanti.

-NUTRIMENTO: il cibo contiene tutti i macro e i micronutrienti fondamentali per il nostro organismo, per il suo funzionamento e il suo mantenimento in salute.
-ENERGIA: attraverso il cibo il nostro corpo riceve l’energia, espressa in calorie, necessaria per mantenersi in vita e “lavorare”, esattamente come una macchina necessita di benzina per muoversi.
-BENESSERE: “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”, diceva Virginia Wolf
-PREVENZIONE DELLA SALUTE: “lascia che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, diceva Ippocrate
-GUSTO: il cibo ci appaga donandoci il piacere dei sensi e quello della scoperta. Ricercare il piacere, educando il palato ai cibi che coniugano gusto e salute, è forse l’obiettivo più importante nelle nostre esperienze culinarie.
-CONVIVIALITA’: il cibo è presente in ogni nostro contesto quotidiano ed e’ pertanto condivisione, socialità e comunicazione
-AMORE: cucinare per l’altro è “prendersi cura” e attraverso l’atto di nutrire i nostri figli o le persone amate doniamo ed esprimiamo noi stessi e i nostri sentimenti. Il cibo è relazione. Anche il nostro stesso modo di alimentarci e il rapporto che viviamo con il cibo sono espressione del nostro amor proprio.
-EMOZIONI: il nostro comportamento alimentare può essere espressione dei nostri stati d’animo, positivi o negativi. Il cibo può essere manifestazione di gioia, piacere, soddisfazione, oppure costituire una valvola di sfogo di stress, tristezza, noia, rabbia.
-TRADIZIONE: il cibo e’ cultura e storia del territorio, rituali e abitudini della nostra famiglia.
-RISPETTO: con le nostre scelte alimentari possiamo compiere un atto di rispetto verso la terra e verso l’animale, da cui il cibo proviene, e verso l’uomo che lo coltiva e lo produce.
-ARTE: cucinare è creatività e passione. Un piatto sano, gustoso e bello è una vera e propria opera d’arte.
-CONOSCENZA DI SE’: “Noi siamo quello che mangiamo”, diceva Feuerbach. Conoscere i molteplici significati del cibo e cosa esso rappresenta per noi può rivelarsi un meraviglioso viaggio di scoperta che vale la pena compiere in questa nostra costante ricerca della felicità

LE DONNE E L’INGANNO DELLE DIETE DIMAGRANTI

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Nel cuore e nella testa di molte pazienti donne che arrivano nel mio studio e che richiedono una dietoterapia vive ancora una acerba e insicura adolescente, insoddisfatta del proprio corpo, che non ne accetta le imperfezioni e i cambiamenti, che mira a modelli estetici irraggiungibili e che da tempo, ormai, ogni anno, fa i conti con la prova costume, la cellulite, le smagliature, le diete dimagranti in vista dell’estate, l’effetto yo yo che ne consegue… tutto questo raramente si traduce in un disturbo del comportamento alimentare, ma può talvolta esserne una variante “sottosoglia” o comunque rappresentare una “croce” che ha origine proprio nell’adolescenza e che riguarda molte donne, accompagnandole nel corso della vita adulta e comportando, talvolta, conseguenze dannose sia sul piano psicologico che su quello fisico: alimentazione irregolare, restrittiva ai pasti e disordinata fuori pasto, possibile insorgenza di disturbi gastrici e intestinali, “dieta cronica” con rallentamento del metabolismo sul lungo temine, difficoltà successiva a calare di peso e, in alcuni casi, insorgenza di sovrappeso, obesità e patologie correlate… ad alimentare questo circolo vizioso, traendone vantaggio, è lo stesso marketing del benessere, delle diete alla moda, dei prodotti dimagranti, dei trattamenti estetici… Quanto è fondamentale l’educazione alimentare nell’adolescenza per prevenire tali rischi! Quanto è opportuno divulgare informazioni scientifiche veritiere sulla salute e sulla nutrizione, sulla fisiologia e sui meccanismi ormonali che regolano il nostro corpo e determinano il nostro peso e la nostra composizione corporea ! Quanto è necessario far conoscere la differenza tra il peso estetico e il peso salutare, tra il peso ragionevole soggetto a variabilità individuale e il peso ideale, imposto dalla moda e di fatto… inesistente ! Quanto è importante che le mamme in primis possano disinnescare in loro certi comportamenti al fine di trasferire l’esempio dell’ autostima, dell’ accettazione e del valore di se’! Quanto potrebbe essere di aiuto, in molti casi, un sostegno psicologico alle adolescenti e a tutte le donne in crisi o che affrontano una dietoterapia e quanto potrebbe essere efficace un orientamento culturale diverso che rivoluzioni gli ideali di bellezza femminile !

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.
(Poesia attribuita a Ernest Hemingway)

SEGNI PREMONITORI DA INDIVIDUARE PER LA PREVENZIONE DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NEGLI ADOLESCENTI

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L’età adolescenziale è quella maggiormente rischiosa per l’insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare, in particolar modo anoressia e bulimia e in particolar modo nel sesso femminile. Tali disturbi hanno ormai un esordio sempre più precoce e molto spesso insidioso, con la tendenza comune da parte della famiglia, ma anche dei sanitari (pediatra o medico di famiglia), a sottovalutare alcuni segni premonitori e alcuni sintomi iniziali e pertanto sotto diagnosticare e sotto trattare la malattia. Il rischio da parte dei genitori è anche quello di negare inconsapevolmente il problema e arrivare a richiedere una consulenza medica quando la malattia è già in stato avanzato e ha già comportato complicanze spesso gravi per la salute e la per sopravvivenza. In questi casi diventa assolutamente molto più difficile, lungo e doloroso l’iter terapeutico. Occorre invece prevenire l’insorgenza di tali disturbi e prestare costantemente attenzione, fin dalla fine dell’infanzia (9-10 anni circa) e nei primi anni dell’adolescenza, alla presenza dei loro segnali premonitori, che dovrebbero da subito mettere i genitori in allarme. Tra i principali e più frequenti segni precoci dei disturbi del comportamento alimentare possiamo annoverare e riconoscere i seguenti:
la tendenza dell’adolescente a voler evitare situazioni conviviali e pasti in presenza di amici e parenti (cene, feste, uscite);
la percezione soggettiva di una immagine corporea distorta e negativa (vedersi “grassa” laddove ciò non corrisponde alla realtà);
un eccessivo perfezionismo e un eccessivo impegno scolastico;
il controllo frequente e ossessivo del peso corporeo e la paura di ingrassare;
il controllo frequente e ossessivo delle etichette dei prodotti da acquistare al supermercato e il controllo delle calorie, nonché l’abitudine a pesare gli alimenti;
la tendenza a far dipendere il proprio valore personale e la propria autostima dal peso corporeo o dal (poco) cibo che si assume (sentirsi bene e felice se si riesce a mantenere il controllo sui propri consumi alimentari);
un’eccessiva attività fisica praticata in modo ossessivo (volontà di iscriversi in palestra, uso eccessivo di cyclet o tapis roullant, volontà di fare attività fisica specie di tipo aerobico anche al di là del proprio sport, se praticato);
oscillazioni più o meno evidenti del peso corporeo, associate o meno alla volontà di aderire ad una nuova dieta dimagrante alla moda;
tendenza, in generale e in particolare nei confronti del cibo, a ragionare e comportarsi in termini di “tutto o nulla” (giornate di alimentazione eccessiva e irregolare alternate a giornate di restrizione dietetica spinta);
eliminazione di alcuni cibi in particolare e quindi adesione a diete selettive, in presenza di disturbi riferiti, in particolar modo gastrointestinali (distensione addominale, reflusso gastroesofageo, nausea, vomito, stipsi), o per convinzioni particolari o ragioni “etiche” e di salute;
tendenza a piluccare piccole quantità di cibo durante l’arco della giornata e fuori pasto oppure presenza di abbuffate vere e proprie, di tipo oggettivo (consumo effettivo di eccessive quantità di cibo in poco tempo) oppure soggettivo (sensazione di avere mangiato troppo rispetto al reale consumo), con senso di colpa successivo;
intenzione di intraprendere l’adesione a regimi dietetici “estremi” (il veganesimo o il crudismo ed altri simili modelli alimentari possono essere considerate, talvolta, delle forme borderline di disturbo del comportamento alimentare);
in età ancora infantile e in particolar modo nel sesso maschile, osservazione di cambiamenti dei percentili di crescita e rifiuto del cibo da parte del bambino per la volontà di restare piccolo (“non voglio diventare grande”).
Di fronte a tali possibili segni premonitori, i genitori non devono avere il timore di considerare il problema come tale e non devono “vergognarsene”, bensì prestare attenzione a ogni minimo cambiamento, controllando le abitudini e lo stile di vita dell’adolescente. Fondamentale anche verificare l’accesso ad internet e i siti o le pagine social che vengono consultate e la eventuale condizione di isolamento ed auto – esclusione dalle attività sociali con i coetanei. Laddove sussistano sospetti più o meno importanti di un disturbo del comportamento alimentare in fase iniziale, occorre sicuramente cercare un dialogo costruttivo e chiedere tempestivamente un confronto e/o una visita presso il medico curante.

L’EDUCAZIONE ALIMENTARE E AMBIENTALE IN FAMIGLIA AI TEMPI DEL COVID 19

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Continuando a voler ricercare gli aspetti positivi e, soprattutto, gli insegnamenti che da questo momento storico possiamo trarre per il nostro futuro, grazie al nuovo coronavirus abbiamo riscoperto il valore inestimabile del tempo e l’importanza della lentezza per uno stile di vita più sano. Abbiamo necessariamente imparato ad ottimizzare le scorte di cibo, a ridurre gli sprechi, a prediligere le materie prime nella preparazione dei pasti. Abbiamo capito ancora una volta quanto le nostre abitudini alimentari e di consumo incidano fortemente sulla salute del nostro pianeta e quanto sia importante fare scelte etiche nel rispetto dell’ambiente e di chi produce il cibo. Grazie al coronavirus possiamo fornire a noi e ai nostri bambini alcune motivazioni in più e più forti per aderire ad una alimentazione più sana e a scelte di vita migliori. Ora che il lockdown è finito e anche quando questa emergenza sanitaria sarà del tutto rientrata, il nostro futuro non dovrà più essere lo stesso e alcuni cambiamenti avvenuti in questi mesi dovranno mantenersi nel tempo. Ed è proprio questo il momento più propizio per fare in famiglia educazione alimentare e ambientale, è proprio questo il momento migliore per cambiare rotta e per farlo assieme. E’ il momento per cambiare assieme l’ approccio nei confronti del cibo, è il momento di non imporlo più ai bambini come una regola o un dovere imposto “perché ti fa bene alla salute” e “se non mangi non cresci” fino ad arrivare all’angosciante insistenza delle nonne “chè il bambino è sciupato”. Il valore del cibo va al di là del solo nutrirsi e sfamarsi, ogni alimento ha una sua vita e storia da conoscere e rispettare e per ciascuno di noi il cibo assume significati diversi, da trasferire ai nostri figli rendendolo a poco a poco consapevoli. E’ il momento di condividere assieme il piacere del cibo, della sua preparazione e della sua scoperta. Senza dare troppa importanza all’atto in se’ del “mangiare”, anche se è da sempre la prima preoccupazione di una madre… ma è proprio la preoccupazione e la eccessiva attenzione che ruota attorno al cibo a minare il rapporto che il bambino può creare con esso, in modo naturale, autonomo e sereno. Non preoccupiamoci più del fatto che il bambino mangi, che mangi tutto e che mangi in modo sano. Diamogli in primis la possibilità di giocare con il cibo, di esplorarlo, di sporcarsi con esso, toccandolo, lavandolo, cucinando assieme a noi e condividendo assieme la gioia e il divertimento che ne conseguono. Ci sono studi ed evidenze scientifiche che confermano che questo approccio sia particolarmente efficace per porre le basi di buone abitudini alimentari e noi genitori dobbiamo e possiamo in questo crescere con i nostri figli e fare con loro lo stesso percorso di gioco, stupore e scoperta. Con il cibo possiamo anche fare veri e propri esperimenti “scientifici”, osservandone i cambiamenti di forma durante le varie fasi di lavorazione e cottura; possiamo anche scoprire le caratteristiche naturali della frutta e della verdura una volta sbucciate e tagliate; possiamo imparare e poi sfidarci nel gioco di riconoscere le molte tipologie di cereali, semi e legumi… e poi possiamo divertirci a travasarli nei loro contenitori. Occorre, certamente, prestare molta attenzione alle norme di igiene e sicurezza e occorre prendersi tutto il tempo necessario, facendo le cose con calma e senza mai lasciare soli i bambini in cucina, nemmeno per un istante. Piano piano, in questo modo è possibile responsabilizzare i nostri bimbi nel compiere alcune semplici azioni adatte alla propria età e permettere loro di entrare in confidenza con il cibo e con i suoi significati più belli: la creazione di un piatto, la curiosità di conoscere, la sperimentazione di nuovi sapori, la condivisione in famiglia di tutti questi momenti e del pasto conclusivo. E ancora altri compiti domestici possono diventare un gioco educativo e divertente: pulire gli utensili della cucina, apparecchiare, riordinare e lavare i piatti, imparare a fare la raccolta differenziata e apprendere il corretto uso del frigorifero. Infine ci sono i classici, ma pur sempre creativi ed ecologici, giochi e lavoretti realizzati utilizzando gli oggetti da riciclare: bottiglie di plastica che diventano spade, vasetti di vetro da pitturare e decorare, imballaggi di cartone con cui costruire castelli medioevali… e chissà i vostri bambini quante altre idee e trasformazioni potranno realizzare “attratti dal volto della fantasia”. Tutto ciò, in modo davvero entusiasmante e spontaneo, può contribuire a poco a poco ad una serena e buona educazione alimentare e ambientale. Provare per credere!

LE CRITICITA’ DELLA NUTRIZIONE E DELLO STILE DI VITA NEGLI ADOLESCENTI

Group of friends watching smart mobile phones - Teenagers addiction to new technology trends - Concept of youth, tech, social and friendship - Main focus on center hands

L’alimentazione in età adolescenziale e’ investita di problematiche su più fronti e per più ragioni:

i ragazzi iniziano a rivendicare la loro autonomia nelle scelte e nello stile di vita, ma ancora sono pressati dalle aspettative e talvolta dalle preoccupazioni della famiglia, in particolar modo quando esistono problematiche legate al peso o alla salute;

esiste un forte condizionamento da parte dei coetanei e del gruppo di appartenenza;

su determinate abitudini di vita e condotte alimentari possono esistere interferenze, talvolta improprie e negative, da parte di referenti nutrizionali esterni alla famiglia (allenatori di squadra, insegnanti di danza, personal trainer in palestra);

nei ragazzi che praticano sport, se l’alimentazione non è adeguatamente curata, possono manifestarsi carenze nutrizionali, energetiche e altre problematiche legate ad un comportamento alimentare disfunzionale, specie negli sport soggetti a controllo del peso e a componente estetica;

la pressione dei media, dei social e dei modelli culturali possono comportare la volontà, specie da parte delle ragazze, di seguire diete restrittive e/o selettive e di affidarsi a fonti non sempre attendibili nella scelta di “cibi di moda” o altre condotte alimentari incongrue;

l’età adolescenziale è quella più a rischio per la possibile insorgenza di segni premonitori o veri e propri casi di disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia).

Lo stile di vita in generale, con possibili ripercussioni sullo stato di salute e il benessere, può essere contrastato da diversi fattori quali le prime uscite in autonomia con gli amici e il consumo di junk food fuori pasto, le cene al fast food, la sperimentazione di alcolici e fumo. L’uso incontrollato di pc e smartphone comportano maggiore sedentarietà, ridotta qualità del sonno e altre conseguenze che possono ripercuotersi sulla salute. Durante le ore di scuola è spesso “vietato” bere acqua e le ore della giornata sono scandite da impegni così incalzanti da comportare stress e consumi alimentari irregolari e inadeguati.

Tutte queste sono criticità e problematiche effettive, reali, alcune più frequenti di altre, alcune assolutamente di passaggio e non allarmanti, altre che potrebbero consolidarsi. Non devono assolutamente spaventare, ma semplicemente essere conosciute, riconosciute e tenute in considerazione da parte dei genitori. Penso che sia importante essere costantemente presenti e vigili, ma allo stesso tempo fiduciosi e comprensivi, cercare di capire laddove è importante intervenire in modo tempestivo e laddove invece è possibile lasciar correre, anche per il bene dei ragazzi e per dare loro la possibilità di diventare autonomi e di crescere. Infine, Penso che, come per tutto nell’educazione, anche dal punto di vista nutrizionale e dello stile di vita conti in particolar modo il buon esempio, l’ essere per primi un modello Attraverso le nostre scelte e i nostri comportamenti, mostrando sempre un equilibrio e il buon senso e lavorando in primis come genitori su eventuali problematiche personali (sovrappeso e obesità ma anche  eccessiva attenzione e preoccupazione per il cibo salutare o per le diete restrittive). In questo modo io penso che, se l’esempio è buono, L’occhio è vigile e la mano è sempre tesa… ogni crisi adolescenziale più o meno importante, ogni errore e ogni rischio ha la possibilità di essere contenuto e affrontato nelle modalità migliori… e insieme.

LO STILE DI VITA AI TEMPI DI COVID 19: CONSIGLI COMPORTAMENTALI, ALIMENTARI E PER LA NOSTRA SALUTE DURANTE LA QUARANTENA

covidSono ovvie e indiscutibili le ragioni per definire il momento storico che stiamo vivendo di estrema crisi, preoccupazione e fatica; nonostante ciò, per chi ha la fortuna di vivere queste settimane al sicuro nelle proprie case, in famiglia e, soprattutto, in salute, la quarantena ai tempi di covid 19 può rappresentare un’ opportunità! L’opportunità di intraprendere e, giorno dopo giorno, rendere sempre più radicata l’abitudine migliore e la più efficace per uno stile di vita felice e sano, per il corpo e per l’anima: il vivere con lentezza! È un’abitudine che tutti avevamo perso, forse mai conosciuto, e che ora siamo obbligati a sperimentare! Certo, occorre saper cogliere l’opportunità per farla fruttare… cercare, quindi, di vedere sempre “il lato positivo”… e rispettare comunque, ogni giorno, alcune regole fondamentali: sveglia presto la mattina, pasti sani e ad orari regolari, alternanza adeguata di momenti di lavoro/ studio e di svago/riposo.

La mattina può iniziare con una sana prima colazione, da fare in famiglia, a tavola, senza fretta e senza corse ! Sicuramente abbiamo più occasioni e più tempo a disposizione per cucinare e farlo assieme ai nostri bambini… sappiamo quanto questa strategia sia di aiuto per avvicinarli ad una alimentazione sana e varia! Una intera giornata da trascorrere in casa è l’occasione ideale per poter soddisfare finalmente, senza ostacoli e difficoltà, il nostro fabbisogno idrico giornaliero, bevendo almeno un litro e mezzo di acqua! Il pranzo rimane il pasto principale della giornata ed è bene che sia bilanciato, vario e completo di tutti i nutrienti di cui necessitiamo. La sera, invece, e’ opportuno fare un pasto leggero, cenando e andando a letto sul presto e cercando, nelle ore serali, di evitare l’uso di pc, cellulari e tablet. Combattiamo la fame nervosa (o da noia) con il consumo di pasti e spuntini ad orari fissi e prestabiliti, scegliendo sempre alimenti sani ed allo stesso tempo gustosi e sazianti: cereali integrali, legumi, semi e frutta secca, yogurt, abbondanti porzioni di verdura e frutta di stagione e di ogni colore. Facciamo affidamento alla piramide alimentare e alle linee guida di una sana e corretta alimentazione nella scelta degli alimenti e dei piatti da preparare. E… non pensiamo soltanto al cibo ! Durante la giornata non mancheranno i momenti per un po’ di sport indoor per grandi e piccini: ginnastica dolce, aerobica, corsa sul posto, esercizi di tonificazione, stretching, yoga. Anche lavare, pulire e riordinare la casa sono tutte attività domestiche associate ad un dispendio energetico non indifferente! Ritroviamo il tempo per pensare, pregare o meditare, leggere, scrivere… Giochiamo in famiglia, riscoprendo il valore e la gioia della condivisione e delle cose… “inutili”.

Per quanto riguarda la spesa, sappiamo l’importanza che sia effettuata una sola volta a settimana e da parte di un solo componente della famiglia, mantenendo la distanza di sicurezza e rispettando le altre persone presenti nel negozio; opportuno, quindi, non affannarsi ma fare in fretta, portare con se’ la lista della spesa, acquistare solo il necessario ed evitare scorte in eccesso e junk food. Non è certo questo il momento di dilungarsi nella lettura delle etichette alla ricerca dei prodotti più “sani” e “ipocalorici”, ne’ l’occasione per compensare con l’acquisto di cibo il mancato shopping e altre “celesti nostalgie”! In tempi di emergenza sanitaria occorrono elasticità, senso della misura, rinunce, adattabilità. Chissà che questo periodo non sia davvero per tutti noi e per i nostri figli l’occasione di purificarci, ritornare all’essenza e all’essenzialità, ritrovare quell’equilibrio tanto difficile da mantenere e che sta a metà strada tra il troppo e il troppo poco, tra l’ossessione del controllo e l’eccessiva trascuratezza.

Infine, occorre precisare una importante verità: non esiste alcuna “dieta magica” in grado di prevenire, men che meno curare, l’infezione da coronavirus e/o le sue complicanze. Nessuna presunta dieta e nessuno specifico alimento da assumere in questo momento, possono essere in grado, in pochi giorni o settimane, di “rinforzare il nostro sistema immunitario”, sottintendendo, con questa espressione quanto mai abusata, la possibilità di interferire con l’infezione da covid 19. Non esiste alcuna evidenza scientifica che possa giustificare tali affermazioni. Inoltre, se da un lato è stato confermato che l’obesita’ rappresenta un fattore di rischio importante per l’insorgenza di una polmonite da coronavirus, dall’altro è chiaro che non può essere sufficiente, ne’ opportuno e salutare, intraprendere ora una dieta restrittiva e sbilanciata per perdere peso rapidamente, nella speranza di non ammalarci. Nessuno specialista può avere in questo momento la facoltà di prescrivervi un piano alimentare valido, avvalendosi soltanto di una “consulenza online”: un medico deve visitare i pazienti, toccarli, usare gli strumenti di misura adeguati per valutarne la composizione corporea… e, soprattutto, essere onesto con voi, rassicurarvi dalla paura …  ma dicendovi sempre la verità!