Il gelato! L’alimento probabilmente più amato dai bambini! Se si tratta di un prodotto artigianale fatto con materie prime fresche e di qualità, il gelato è senza ombra di dubbio un alimento completo, nutriente, sano e, ovviamente, buonissimo! Sfatiamo, quindi, falsi miti sul gelato e su presunti pericoli associati al suo consumo regolare durante il periodo estivo: i bambini e i ragazzi in crescita possono assolutamente consumarlo ogni giorno (in media un cono o una coppetta al giorno), senza alcun tipo di remora e senza limitazioni nella scelta dei gusti, da variare oppure scegliere in base alle proprie preferenze. Per noi adulti le indicazioni sulla frequenza del consumo del gelato potrebbero essere assolutamente le stesse dei nostri ragazzi, oppure diverse a seconda di alcune variabili legate al livello di attività fisica e alla salute, in particolare la necessità di controllare il peso corporeo o quella di evitare gli zuccheri aggiunti o limitare i grassi saturi in determinate condizioni patologiche. Attenzione, attenzione: il gelato NON è un sostitutivo del pasto! Meglio assumerlo a merenda, ma se capita di consumarlo dopo una cena conviviale… non è certo un peccato mortale… e, a seguire, una bella passeggiata sul lungo mare.
Il movimento e lo sport hanno comprovati vantaggi su prevenzione e salute psicofisica della donna in tutte le fasi della sua vita. Una regolare attività fisica riduce il rischio cardiovascolare e di diabete, il rischio di contrarre alcuni tumori (al seno, al colon retto), la demenza, la depressione e i disturbi di ansia. Lo sport migliora la digestione e la regolarità del transito intestinale, la qualità del sonno e la mineralizzazione ossea, aiutando a prevenire l’osteoporosi in postmenopausa. L’attività fisica, infine, favorisce la fertilità, il recupero nel post partum, il controllo del peso e di una buona composizione corporea, le funzioni cognitive in età avanzata. Ma… Parliamo dei MA… perché, al di là del fatto che ciascuna di noi può avere maggiore predisposizione e/o motivazione a praticare sport, noi donne di oggi ne abbiamo parecchi di ostacoli quotidiani al raggiungimento di un buon livello di attività fisica. Dopo la priorità dei figli, del lavoro, delle incombenze quotidiane (spesa, cucina, casa, burocrazia etc…), quante di noi trovano ancora il tempo (ma anche la voglia e le energie) di prendersi cura di sé stesse? Vogliamo parlare anche della immensa fatica di gestione di due anni di pandemia? No, meglio non parlarne! Nonostante ciò, noi dobbiamo provarci, trovare strategie, rafforzare motivazioni e faticare (eh sì, ancora faticare) per prenderci il nostro tempo e il nostro spazio! Ma come? Tra le mie pazienti ho molte donne e molte mamme con le quali condivido le difficolte pratiche e organizzative della vita di tutti i giorni. Cerco di suggerire soluzioni possibili per aumentare il loro livello di attività fisica, proponendo piccoli cambiamenti quotidiani che facilitino il movimento o il recupero di tempo libero. Ben vengano la palestra o uno sport finalizzato, se lo amiamo e lo riusciamo a praticare regolarmente e compatibilmente con le nostre possibilità economiche, ma non sempre e non per forza dobbiamo faticare ore ed ore in palestra tutti i giorni o prepararci alla maratona di New York per poter ottenere dei benefici attraverso l’attività fisica. Ebbene sì, può bastare la camminata a piedi per andare a scuola con i bimbi e/o a lavoro o svegliarsi mezz’ora prima la mattina per fare una sessione di esercizi di tonificazione e stretching, anche solo tre volte a settimana. Può bastare iniziare per gradi, dal proprio punto di partenza, e inserire piano piano qualcosina in piu’. Occorrono motivazione per iniziare e gratificazione per proseguire. Certo, deve essere anche un piacere. Come ogni cosa, anche lo sport non deve diventare uno stress, se no è un’altra fatica da aggiungere alla lista!
Per una spesa consapevole, sana per l’uomo e sostenibile per l’ambiente, occorre conoscere che cosa acquistiamo. La conoscenza deriva dalla lettura dell’etichetta, che contiene tutte le informazioni sull’alimento. In questa infografica ho riassunto in pochi passaggi le informazioni da cercare e le strategie da mettere in pratica per leggere l’etichetta in modo semplice, veloce e funzionale.
Le difficoltà legate al controllo dei consumi sono all’ordine del giorno, sia nei giovani che negli adulti, non sempre e non solo a causa di fame nervosa o disturbi del comportamento alimentare, ma anche poichè… il cibo ci circonda! Viviamo in una società obesogena, attorniati da stimoli a mangiare in eccesso. Anche laddove non vi siano rapporti conflittuali con il cibo, non sempre è facile curare al meglio la propria alimentazione, per ragioni contestuali di varia natura. A compromettere ancora di più questa tendenza sono subentrati, negli ultimi due anni, la pandemia, le quarantene e i lockdown. Oggi voglio condividere con voi un piccolo vademecum di gestione degli stimoli a mangiare in eccesso presenti nelle nostre case, a tavola o al ristorante. Sono suggerimenti pratici e strategie comportamentali facenti parte di un programma validato e strutturato per i pazienti in dietoterapia. Sebbene queste indicazioni non siano da intendersi come regole rigide e universali, possono costituire abitudini quotidiane o soluzioni utili, a seconda delle necessità individuali o famigliari, per aiutare ciascuno di noi a conseguire un’alimentazione sana e serena, dove tutti i significati del cibo (energia, nutrimento, piacere, convivialità…) siano preservati e in equilibrio tra di loro !
CONTROLLO DEGLI STIMOLI A CASA
Limitare il tempo dedicato alla TV e cambiare sempre canale durante la pubblicità
Riporre il cibo soltanto in cucina, nel frigo e nella dispensa
Evitare di tenere cibo a vista (es. caramelle o cioccolatini) in salotto o in altre stanze della casa
Usare contenitori opachi oppure la stagnola per avvolgere i cibi contenuti in frigorifero
Evitare di tenere in casa scorte di cibo
CONTROLLO DEGLI STIMOLI DURANTE I PASTI
Mangiare sempre ad orari prefissati e non saltare mai i pasti; consumare sempre lo spuntino e la merenda
Mangiare sempre nello stesso luogo e con la tavola apparecchiata
Utilizzare piatti di piccole dimensioni
Evitare di mettere a tavola i piatti da portata e il cestino del pane
Evitare di fare il bis, cucinando quantità giuste per sé e per la famiglia
Mangiare molto lentamente, servendosi di pause lunghe tra un boccone e l’altro e tra un piatto e l’altro, tagliando il cibo a piccoli pezzi da masticare a lungo
Sparecchiare e alzarsi da tavola subito dopo aver finito di mangiare
Lavarsi i denti subito dopo mangiato
Tra un pasto e l’altro, dedicarsi ad attività distraenti, che occupino il tempo e che siano piacevoli e incompatibili con il cibo
CONTROLLO DEGLI STIMOLI AL RISTORANTE
Non saltare il pranzo, fare merenda e, se occorre, anche uno spuntino a base di frutta, yogurt o cereale integrale mezz’ora prima di recarsi al ristorante
Programmare e decidere che cosa ordinare prima ancora di arrivare al locale
Ordinare per primi o comunque in fretta, senza indugiare sul menu
Scegliere liberamente ciò che si desidera consumare o assaggiare tutto senza eccedere nelle porzioni, in caso di menu fisso, ma ascoltare il proprio senso di fame e non proseguire oltre in caso di sazietà
Per gli adulti, limitare il consumo di alcolici ad un bicchiere di vino o birra
Per i bambini, evitare o limitare il consumo di bevande zuccherate ad un bicchiere
Evitare di piluccare pane e grissini (chiedere eventualmente al cameriere di non portare a tavola il cestino del pane)
Gli alimenti che consumiamo regolarmente al naturale già contengono la quota di sodio necessaria a coprire il nostro fabbisogno. Tutto il sale aggiunto è in eccesso, ma occorre limitarne il consumo per la prevenzione di patologie cardiovascolari e renali e, possibilmente, evitarlo il più possibile in caso di malattie già conclamate. Sfatiamo il mito che il cibo senza sale sia insapore, tutt’altro! Se la nostra vita non ha sale… può avere pepe, peperoncino, spezie, erbe aromatiche, semi oleosi, cibi naturalmente gustosi e mille altri sapori che danno un senso, gioia, gusto e piacere. I piatti proposti in questo articolo sono stati cucinati senza l’aggiunta di sale, eppure sono bilanciati, sani, ma allo stesso tempo buonissimi e golosissimi.
Un consumo di sale in eccesso nell’alimentazione è fortemente associato al manifestarsi di ipertensione, malattie cardiovascolari, cardiache e renali.
Lo sapevate che i cibi che consumiamo quotidianamente contengono già allo stato naturale le adeguate quantità di sodio necessarie ogni giorno al nostro organismo (1-2 gr circa)
Tutto il sale aggiunto ai nostri piatti e contenuto in determinati alimenti (junk food, salumi, formaggi stagionati, sughi pronti, salse, prodotti da forno) è, pertanto, IN ECCESSO
Occorre sensibilizzare e portare avanti su scala mondiale campagne di prevenzione della salute attraverso la riduzione del sale aggiunto e di quello contenuto nei prodotti industriali e conservati.
L’obiettivo del WASH (World Action on Salt & Health) e dell’ OMS è quello di promuovere la riduzione del consumo di sale negli adulti a meno di 5 grammi al giorno (un cucchiaino raso), scegliendo sempre la tipologia IODATA per favorire il buon funzionamento e la prevenzione di patologie della tiroide.
Come sostituire il sale e dare ugualmente sapore ai nostri piatti?
Scegliendo materie prime di qualità e prodotti freschi di stagione, naturalmente più gustosi e sazianti;
utilizzando olio extravergine di oliva della nostra terra, dal sapore forte e buono;
prediligendo aromi, spezie, aglio, cipolle e limone come condimento, oltre a semi oleosi macinati.
Quali strategie e comportamenti possono abituarci gradualmente a ridurre il sale aggiunto e a scegliere un’ alimentazione iposodica?
evitare di portare a tavola la saliera per non cedere alla tentazione di condire con ulteriore sale;
consumare spuntini o merende a base di frutta fresca o secca, yogurt, cereali, uova, frullati anziché junk food e prodotti confezionati;
reintegrare i liquidi persi con il consumo di semplice acqua in caso di pratica di attività sportiva;
educare i bambini fin dallo svezzamento e nell’infanzia ad una alimentazione iposodica. La prevenzione inizia, infatti, dai primi anni di vita!
Alcune settimane fa ho realizzato un video in cui parlo dell’ obesità infantile e dell’approccio dietoterapico necessario per poter affrontare questo disturbo. https://www.youtube.com/watch?v=aJl0HqKDlxw&t=8s
Oggi voglio elencarvi alcuni consigli comportamentali per i genitori e i famigliari di un bambino/a o ragazzo/a che intraprede un percorso di modificazione dell’ alimentazione e dello stile di vita in caso di sovrappeso, obesità o altri disturbi che richiedono un intervento nutrizionale.
Sono indicazioni generali che ovviamente vanno calate nella realtà della singola famiglia, con le sue peculiarità, difficoltà e necessità particolari. L’atteggiamento dei genitori, la condivisione concreta degli obiettivi e il loro aiuto e sostegno costante, dato nel modo giusto, sono gli aspetti cruciali e determinanti per il buon esito della dietoterapia.
Vivere ogni pasto condiviso in famiglia in un clima disteso e sereno, prevedendo per tutti il consumo degli stessi piatti e alimenti
2. Evitare atteggiamenti indulgenti e non facilitare le “trasgressioni”
3. Evitare i premi legati al cibo
4. Evitare di nascondere “alimenti proibiti”, allo stesso tempo accettare che in casa non vi siano scorte in eccesso di cibo e, in particolare, di cibo “spazzatura”
5. Evitare di fare critiche e usare rinforzi negativi, minacciare o usare punizioni e proibizioni
6. Evitare di avere troppe aspettative rispetto ai risultati dietoterapici del bambino/a o rispetto ad un dimagrimento troppo rapido ed evidente: nella maggior parte dei casi non occorre “fare la dieta” bensì rendere regolare e sana l’ alimentazione e lo stile di vita affinché il giovane paziente possa allo stesso tempo soddisfare i propri fabbisogni e sia favorita ancora la adeguata crescita staturale e puberale
7. Creare un ambiente rilassato
8. Mantenere un atteggiamento positivo e ottimista, dando fiducia al proprio figlio/a
9. Chiedere in che modo poter essere di aiuto in caso di difficoltà
10. Rinforzare e lodare i comportamenti positivi
11. Accettare le scivolate e le trasgressioni, incoraggiare allo stesso tempo a proseguire con il percorso dietoterapico
12. Stabilire assieme con che frequenza è concesso a tutta la famiglia il consumo di alimenti quali dolci elaborati, fritti o junk food (es. palatine o coca cola etc)
13. Fare attività fisica o svolgere attività di movimento quotidiano, dando il buon esempio e condividendo sane abitudini con il bambino/a
14. Creare un ambiente in casa con pochi stimoli alimentari
15. Sviluppare nuovi interessi assieme al ragazzo/a, trascorrendo del tempo piacevole assieme, o incentivarlo ad intraprendere hobby o attività sportive e artistiche che gli piacciano e che lo stimolino, anche in presenza di altri ragazzi
16. Accettare il peso e la composizione corporea che il proprio figlio possiede, o che riuscirà a raggiungere al termine del percorso
Quali indicazioni alimentari e comportamentali sono da applicare se si soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite o ernia iatale? Innanzitutto va precisato che, in fase acuta e sintomatica, occorre affiancare l’approccio alimentare e comportamentale ad una adeguata terapia farmacologica prescritta dal curante.
In caso di persistenza dei sintomi dopo la cura, saranno da valutare, in accordo con il medico, eventuali approfondimenti (visita specialistica gastroenterologia, gastroscopia o breath test per escludere una infezione da Helicobacter Pylori…).
L’approccio sull’alimentazione e sullo stile di vita è spesso utile poiché una dieta errata e/o lo stress possono essere una delle cause dell’insorgenza o del riacutizzarsi della gastrite o del reflusso.
– consumare pasti leggeri e frazionati (5-6 pasti nell’arco della giornata, con porzioni moderate di cibo)
– masticare molto e accuratamente, dedicando il giusto tempo al momento dei pasti
-evitare pasti troppo abbondanti e il consumo di piatti troppo elaborati e contenenti grassi cotti
-evitare alimenti troppo caldi o troppo freddi
-bere almeno 1.5 litri di acqua al giorno
-consumare i pasti ad orari regolari
– consumare uno yogurt al giorno con fermenti lattici
-coricarsi almeno due ore dopo il pasto
-dormire con due cuscini sotto la testa
-curare la qualità del sonno notturno
-svolgere attività fisica o di movimento regolarmente
-allontanare o imparare a gestire le fonti di stress
– evitare, solo nelle fasi acute e sintomatiche del disturbo, il consumo dei seguenti alimenti: spezie , salse , pepe , peperoncino , cibi piccanti, brodo di carne, cipolle, aglio, cibi conservati e fermentati,
cetrioli , pomodori , peperoni, cioccolato , menta, agrumi, caffè , the forte , alcolici e superalcolici, acqua gassata, bevande gassate e a base di cola, succhi di frutta,
alimenti sott’aceto e in salamoia, sostanze zuccherine semplici ed edulcoranti.
Quando ci sono le indicazioni per sottoporre un bambino/a o un ragazzo/a ad una VISITA MEDICA NUTRIZIONALE e ad un eventuale, successivo percorso dietoterapico?
Fino ai 6 anni di età, NON CI SONO INDICAZIONI ad eseguire visite o percorsi nutrizionali. Il bambino/a esegue i bilanci di crescita e di salute dal proprio medico pediatra e, in caso di necessità di intervento sull’alimentazione, i genitori possono consultare la figura del Nutrizionista per l’elaborazione di un piano alimentare per il bimbo/a e per la famiglia, ricevendo anche informazioni e suggerimenti utili per impostare una corretta, serena ed efficace educazione alimentare. Può essere sufficiente un solo incontro con i genitori per raccogliere l’anamnesi, i parametri di crescita e lo stato nutrizionale del bambino/a, inquadrare le esigenze sue e della famiglia e definire obiettivi e strategie.
Dai 6 ai 10 anni di età circa, può essere opportuna una visita medica nutrizionale SOLO SU INDICAZIONE DEL MEDICO PEDIATRA, in casi di patologie, allergie alimentari, carenze nutrizionali gravi e complicanze legate a obesità. In tutte le altre situazioni, l’intervento sull’alimentazione e sullo stile di vita può e deve essere affrontato lavorando con i genitori ed elaborando un piano alimentare e strategie di intervento per la famiglia.
Dai 10 anni in su, le indicazioni ad eseguire una visita medica nutrizionale ed un intervento su alimentazione e stile di vita sono le seguenti:
– importante sovrappeso
– obesità
– pratica di sport a livello agonistico
– patologie che necessitano di un intervento sulla dieta e allergie e intolleranze alimentari
– carenze nutrizionali e/o importante sottopeso
– segni premonitori dei disturbi del comportamento alimentare, importantissimi da individuare e gestire precocemente (per approfondimento, ecco il link di un mio articolo sull’argomento https://www.google.com/…/segni-premonitori-da…/amp/)
Ad affiancare la figura del Medico Nutrizionista, è FONDAMENTALE lo Psicologo Psicoterapeuta nei casi di obesità, disturbo da alimentazione incontrollata e segni premonitori degli altri disturbi del comportamento alimentare. Talvolta anche gli sportivi agonisti possono presentare condizioni di stress, ansia o disturbi del comportamento alimentare sottosoglia e pertanto necessitare di un percorso psicologico di affiancamento.
La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col diabete ormai acclarato… Troppi zuccheri ha mangiato !
Già, quest’anno alla befana hanno diagnosticato il diabete di tipo II! 😨Ormai per lei è tardi, non può più guarire… ma da ciò che le è successo ha imparato la lezione☝️: gli zuccheri semplici in eccesso comportano sul lungo termine gravi rischi per la nostra salute e gravi malattie‼️ I medici le hanno anche spiegato che se i suoi amati bambini di tutto il mondo si abituano, come lei, ad assumere troppi zuccheri semplici, potrebbero non riuscire più a farne a meno, potrebbero arrivare a consumarne sempre di piu’, sostituendoli ad alimenti più nutrienti e ritrovandosi spesso in deficit di energie. 👦🏻🍫🍩 Inoltre, la povera befana col diabete scompensato ha compreso che utilizzare i dolci come premio (o il carbone come punizione) per i bimbi buoni (o cattivi) 😇👿è una pessima strategia😲 e può solo comportare altri guai… gli stessi che per prima ha vissuto anche lei: quante sere d’inverno a consolarsi davanti al camino con nutella e caramelle per l’ennesima delusione d’amore! 🥺😭🍬 Insomma, la befana ha sbagliato tutto, nella vita! 😓😵 Ma, per salvaguardare la salute dei suoi bimbi, può ancora correre ai ripari… e quest’anno lo farà distribuendo CALZE PIU’ SANE, con alimenti BUONI e NUTRIENTI😋: frutta fresca o disidratata🍊, frutta secca🥜, cioccolato fondente o extra fondente (in quantità moderate)🍫, biscotti o muffin fatti in casa (alla nocciola, all’ arancia, alle carote…) 🍪 e/o altri prodotti alimentari, dolci o salati, di buona qualità… e in quantità adeguate. La teoria e la pratica sono spesso distanti, lo so, e da mamma mi rendo conto esistono alcuni aspetti da considerare, i quali complicano un po’ la realtà delle cose🤷: le aspettative dei bambini che vorrebbero lecca lecca e marshmallow, oppure la visita di altre befane (nonne, zie, vicine di casa), pronte a consegnare calze straripanti di caramelle, torroncini e altri dolciumi di ogni tipo! Meglio lasciare da parte le manie di controllo, anche per il bene dei bambini. Come al solito, troviamo i giusti compromessi, affidiamoci al nostro sano e saggio buon senso… e non ci affanniamo più del dovuto 💆! Infondo l’ Epifania… tutte le feste si porta via😁!