L’ORTORESSIA

Il troppo stroppia e anche una dieta troppo sana può far male! Sembra un paradosso ma è così ed esiste persino un disturbo del comportamento alimentare derivante da una eccessiva e ossessiva attenzione per il cibo sano, “puro” e per le proprietà nutrizionali degli alimenti. Questo disturbo si chiama ortoressia e comporta l’investimento di tempo ed energie in eccesso al fine di cercare, pianificare e cucinare cibo sano.

I sintomi della malattia possono essere in parte equivalenti a quelli degli altri disturbi del comportamento alimentare e del disturbo ossessivo compulsivo, tuttavia non sono ancora stati definiti i criteri diagnostici dell ortoressia per la mancanza di dati empirici che rendono l’inquadramento della malattia assai complesso. Esistono peraltro vari livelli di gravità dell’ ortoressia e anche per questo non è al momento chiaro il dato di prevalenza nella popolazione generale. In ogni caso, sulla base di alcuni studi condotti, le categorie di persone più a rischio sono i nutrizionisti, i dietologi e tutti coloro che lavorano in ambito nutrizionale, oltre agli sportivi e ai soggetti che lavorano in ambito artistico. Anche l’aver seguito una dieta dimagrante o avere una storia di dietoterapie pregresse nel corso della vita può predisporre allo sviluppo dell’ ortoressia.

La vita degli ortoressici è costantemente condizionata dalla ricerca del cibo giusto, dalla pianificazione e dalla preparazione di un’alimentazione perfettamente controllata, oltre che dal senso di colpa in caso di sgarro. Il cibo perde del tutto il suo significato di piacere e la quotidianità del soggetto, il suo funzionamento e la sua vita di relazione possono arrivare ad essere compromesse in modo più o meno significativo, in parte o del tutto.

Sul piano fisico le conseguenze dell’ ortoressia si manifestano a vari livelli di gravità, annoverando sintomi sovrapponibili a quelli degli altri disturbi del comportamento alimentare, eccessiva magrezza, carenze nutrizionali, disturbi gastrointestinali e gastrite, osteoporosi.

Conoscere l’ ortoressia e riconoscere alcuni segnali di allarme per l’insorgenza di questo disturbo è un primo passo per poter prevenire o affrontare alcuni rischi e difficoltà. Se da un lato la ricerca del benessere attraverso l’alimentazione è un obiettivo che deve accomunare ciascuno di noi, dall’altro la nostra salute psicofisica è un delicato equilibrio di tante componenti. L’equilibrio deve poter essere il nostro obiettivo al fine di conseguire e mantenere nel tempo uno stile di vita sano.

TUTTO SULLO YOGURT: ALIMENTO FUNZIONALE, SQUISITO ED ESSENZIALE

Nei miei piani alimentari non manca mai uno yogurt al giorno. I miei pazienti conoscono bene il mio leitmotiv: “Uno yogurt al giorno toglie il medico di torno”. Ed è proprio così.

Lo yogurt è un alimento funzionale a tutti gli effetti: oltre a contribuire a soddisfare il nostro importante fabbisogno quotidiano di calcio e di proteine ad alto valore biologico, lo yogurt contiene i fermenti lattici vivi, in grado di favorire il transito, equilibrare la nostra flora batterica intestinale e garantire il benessere del nostro microbiota, incrementando le nostre difese immunitarie e la salute del nostro intero organismo.

Non tutti gli yogurt in commercio, però, sono realmente dei probiotici ed occorre prestare attenzione all’ etichetta nutrizionale per verificare che siano contenuti nel prodotto i fermenti lattici vivi. Per legge nell’elenco degli ingredienti devono essere espressamente indicati i nomi dei due microrganismi utilizzati: streptococcus termophilus e lactobacillus bulgaricus. In assenza dei fermenti lattici vivi non possiamo definire yogurt l’ alimento, bensì crema di latte o dessert a base di latte. Affinché, poi, i fermenti lattici vivi contenuti nello yogurt svolgano appieno le loro funzioni a livello dell’ organismo è opportuno acquistare e poi consumare l’alimento lontano dalla scadenza e preferibilmente a distanza di circa un mese dalla data indicata in etichettta.

È sempre opportuno scegliere yogurt al naturale, senza zuccheri aggiunti o additivi, di nuovo prestando attenzione all’elenco degli ingredienti. Nei casi in cui non si riesca a tollerare l’acidità dello yogurt al naturale, può essere eventualmente utilizzato un cucchiaino di zucchero o miele per rendere più dolce e palatabile l’alimento; in alternativa lo yogurt al naturale può essere consumato con l’aggiunta di frutta fresca di stagione o frutta secca, cioccolato extra fondente, mix di semi oleosi o uvetta e cereali a piacere.

Nelle dietoterapie o in alcune condizioni patologiche particolari è opportuno consumare yogurt da latte scremato, ma nei soggetti adulti sani normopeso e, in particolare, nei bambini e nei ragazzi in età evolutiva è indicato l’alimento da latte intero.

È importante ricordare che lo yogurt, pur essendo un latticino, è sempre tollerato e, dunque, indicato in tutti i casi di diagnosticata intolleranza al lattosio, dal momento che quest’ultimo viene degradato completamento nel processo di lavorazione dell’alimento. Tutti gli yogurt sono, dunque, naturalmente privi di lattosio e occorre ricordarlo per non farsi ingannare, ancora una volta, dai claims di alcune marche che presentano la dicitura “yogurt senza lattosio” come furba strategia di marketing.

LA MOTIVAZIONE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI IN UN PERCORSO DIETOTERAPICO

Il livello di motivazione personale al cambiamento in un percorso di modificazione dello stile di vita e delle abitudini alimentari e’ sempre un aspetto cruciale sul quale a volte occorre lavorare molto. Questo vale sia per l’adulto che per il bambino e il ragazzo. La motivazione in assoluto più forte, che correla con i migliori risultati, è quella legata alla salute, la quale riguarda prevalentemente il soggetto adulto, specie se già afflitto da disturbi o patologie derivanti da scorrette abitudini di vita. Nei bambini e nei ragazzi le “cose” si fanno più difficili perché spesso godono di buona salute e non è facile apportare determinati cambiamenti faticosi pensando alla prevenzione di patologie future. I bambini vivono il presente, a loro interessa il “qui ed ora” ed è anche un bene che non percepiscano la paura per il futuro o per le malattie future. Come motivarli, allora? Esiste una possibilità di intervenire su alcune abitudini scorrette e impostare una buona educazione alimentare e prevenzione in ambito sanitario? Io penso di si’, penso che non sia semplice ma… nemmeno impossibile. Occorre provare a renderli più consapevoli, innanzitutto, utilizzando il mezzo del gioco, della lettura, di esperienze piacevoli vissute in famiglia, condivise con i pari e qualsiasi altro strumento a loro gradito e adatto alla loro fascia di età. Fin dall’infanzia e nell’adolescenza può essere importante conoscere cosa è il cibo e quali vantaggi il mangiar sano comporta nel “qui ed ora”: maggiori energie durante la giornata, maggiori capacità di concentrazione, memorizzazione ed organizzazione del tempo, un miglior rendimento scolastico e delle attività artistiche e creative, una migliore performance sportiva. Il cibo sano e l’attività fisica migliorano l’umore, potenziano il sistema immunitario e il buon funzionamento dell’ organismo, salvaguardandolo da infezioni, malanni di stagione, disturbi gastrici, intestinali, muscolari, cefalee tensive, stanchezza cronica e svogliatezza. Ridurre le ore davanti agli schermi e migliorare la durata e la qualità del sonno notturno favoriscono la salute fisica e psichica e la stessa qualità dell’alimentazione, in un circolo virtuoso che vale la pena provare ad intraprendere insieme, in famiglia, contrastando la sedentarietà, il consumo di junk food, un’alimentazione selettiva, l’abuso della tecnologia ed altre cattive abitudini che sul lungo termine possono rivelarsi dannose. Probabilmente la consapevolezza non porterà subito ad un cambiamento immediato, ma è il punto di partenza di tutto. Il grande vantaggio è che, se si prova a modificare qualcosa, piano piano, scalino dopo scalino, nei bambini e nei ragazzi il cambiamento è più facile, più rapido, più evidente, più duraturo. Basta solo iniziare, provare a dar loro fiducia, provare a trasferir loro entusiasmo e coraggio! Continuare a dare, ancora una volta, il buon esempio… e, soprattutto, non avere fretta e non affannarsi, portare pazienza, tanta pazienza! Prima o poi il seme germoglierà!

UN’ORA AL GIORNO ALMENO

Un’ora al giorno almeno bisogna essere felici: un’ora al giorno almeno bisogna fare movimento da moderato a intenso! Ebbene si’, almeno un’ora al giorno è la durata raccomandata di attività fisica e/o movimento quotidiano da svolgere in età evolutiva… e, possibilmente, anche in età adulta! Almeno un’ora, tutti i giorni. Per noi adulti è importante, per i bambini e i ragazzi in crescita è fondamentale. L’attività fisica e uno stile di vita attivo favoriscono il buon funzionamento di tutti gli organi e gli apparati, migliorano l’umore e aumentano la massa magra muscolare ostacolando l’accumulo di grasso e prevenendo il sovrappeso. Al contrario, uno stile di vita sedentario correla con maggiori rischi di incorrere in malattie croniche, del metabolismo e cardiovascolari. Eppure, a causa del lavoro, delle ore di studio e dell’uso (e abuso) della tecnologia, ci muoviamo ormai tutti molto poco e quell’ora al giorno di movimento raccomandata è quasi un miraggio. Ora, a darci un motivo, o forse una giustificazione in più per essere inattivi, è arrivato il covid 19: le palestre e le piscine sono chiuse, lavoriamo in smartworking, la vita sociale è compromessa, l’inverno è sempre più rigido! Non si discute sul fatto che tutto ciò sia un grave disagio e che stiamo attraversando una crisi epocale e dolorosa, ma il problema della sedentarietà già ci affliggeva prima della pandemia. Esistono, per chi vuole trovarle, alternative e soluzioni praticabili con la giusta capacità di adattarsi e di organizzarsi, occorre solo essere spinti dalla motivazione, dallo slancio e della volontà di cambiare. Le limitazioni dovrebbero portare a maggiori consapevolezze e bisogni. La crisi si supera attraverso il cambiamento. Possiamo e dobbiamo davvero cambiare! Possiamo davvero arrivare a quell’ora almeno al giorno di felicità! Possiamo dimenticarci della macchina in città, possiamo iniziare a camminare o a spostarci in bici; possiamo accompagnare i nostri figli a scuola a piedi; possiamo farlo anche d’inverno, bruciando grazie al freddo maggiori calorie. Possiamo usare le scale di casa, anziché l’ascensore. Possiamo andare a correre o a camminare la mattina presto, oppure in pausa pranzo; possiamo recuperare il tempo per allenarci al parco o a casa… il tempo, si’, quello che sembra sempre mancare, in verità basta sfruttare meglio quello che abbiamo a disposizione, rivedere le proprie priorità, svegliarsi e addormentarsi un’ora prima tutti i giorni, un’ora almeno al giorno… per essere attivi, fare sport, essere felici! Arriveremo a muoverci di più, pur vivendo con più lentezza. Certo, all’inizio sarà difficile, dovremo far lo sforzo di iniziare, imporre qualche cambiamento anche alla nostra famiglia, ai nostri bambini… ma poi le nuove abitudini diventeranno una necessità, staremo meglio e non vorremo più tornare indietro!

SPAZIO GIOVANI

Iniziai ad occuparmi di pazienti adolescenti un po’ per caso, circa cinque anni fa. Prima di allora avevo intrapreso l’attività di Medico Nutrizionista arrivando, come esperienza, dagli ambulatori di Medicina Generale e la maggior parte dei miei pazienti erano soggetti adulti e anziani. Poi, un giorno, una paziente mi chiede una visita per sua figlia: “Dottoressa, devo portarle mia figlia: ha quindici anni, è in piena crisi adolescenziale e non so più come prenderla, non si piace fisicamente, segue le diete fai da te, perde peso e lo riprende, non si muove mai ed è sovrappeso. Chissà se lei può aiutarla?!”. Così, pochi giorni dopo, arriva in studio V., la mia prima paziente adolescente. Arriva con i suoi “occhi belli”, gli occhi degli adolescenti, un affascinante e contraddittorio mix di paura, timidezza e… voglia di sbocciare e “spaccare il mondo”. Con V. iniziamo un percorso sorprendente verso il cambiamento, il miglioramento delle abitudini alimentari, dello stile di vita e della composizione corporea! Per la loro giovane età e per la ricettività al cambiamento, i ragazzi sono i pazienti che possono ottenere i risultati più sorprendenti durante un percorso dietoterapico. Grazie a V. capisco che “da grande” voglio lavorare con i ragazzi e da allora continuo ad occuparmi di loro, dei loro “occhi belli”. Le soddisfazioni sono grandissime e sono tante… ma non tutti i percorsi sono in discesa e non tutti hanno un esito positivo o duraturo. L’adolescenza è uno dei periodi più critici per l’esordio di condizioni di sovrappeso, obesità e disturbi del comportamento alimentare. Anche nei giovani che praticano sport i rischi dal punto di vista nutrizionale sono diversi e vanno conosciuti e arginati. Intervenire precocemente sulle criticità che possono emergere da un punto di vista nutrizionale e’ di fondamentale importanza per prevenire carenze, disturbi e patologie anche gravi. Ho seguito ragazzi con disagi psicologici, conflitti più o meno esasperati con i genitori, difficoltà legate ad una scarsa motivazione o bassa autostima, rapporti problematici con il cibo e con il proprio corpo. Per tutte queste complessità, sostengo da sempre l’importanza di un percorso psicologico di affiancamento nei pazienti adolescenti e nei giovani adulti. Sono felice, perciò, della collaborazione nata con Francesca Bordone, Psicologa dell’Età Evolutiva, perché ci permette di lavorare assieme nell’interesse dei ragazzi, garantendo loro un aiuto multidisciplinare e per questo completo ed efficace. SPAZIO GIOVANI è uno spazio, metaforico e reale, offerto agli adolescenti, ai giovani adulti e alle loro famiglie per supportarli da un punto di vista emotivo e/o alimentare, equipaggiandoli nell’affrontare criticità e problematiche.

“Se gli adolescenti fossero incoraggiati dalla società ad esprimersi, ciò li sosterrebbe nella loro evoluzione” (Francoise Doltò, Pediatra e Psicanalista francese).

LA TRIADE DELL’ATLETA

La TRIADE DELL’ATLETA è una condizione che si manifesta, a partire dalla pubertà, nelle giovani donne che praticano sport a livello intenso o agonistico. Si tratta di una patologia dovuta ad una carenza energetica nell’alimentazione e associata conseguentemente ad amenorrea e mancata mineralizzazione ossea. Un deficit importante di energia nella femmina sportiva si verifica quando l’introito calorico attraverso la dieta non è adeguato all’elevato dispendio energetico attraverso lo sport. Tale insufficiente disponibilità di energia comporta un danno più o meno graduale e importante alla salute riproduttiva e scheletrica della donna, compromettendo la funzionalità ovarica e la densità minerale ossea, fino a condizioni di infertilità, osteopenia e osteoporosi. L’amenorrea stessa, se protratta, aggrava ulteriormente l’osteopenia.

La triade dell’atleta può insorgere in modo involontario, quando la dieta non è opportunamente pianificata sulla base del tipo e dell’intensità dell’ attività fisica praticata; per questo è importante, nelle giovani donne sportive, impostare un piano alimentare specifico per i propri fabbisogni energetici e nutrizionali.

Il disturbo può essere anche conseguenza di una intenzionale restrizione calorica, talvolta in presenza di disturbi del comportamento alimentare, preesistenti o causati dalla pratica sportiva.
Le situazioni più a rischio sono:
gli sport in cui la struttura pre-puberale è vantaggiosa per la performance (es. ginnastica artistica, tuffi, pattinaggio artistico);
gli sport a componente estetica (es. danza, pattinaggio artistico, ginnastica artistica);
gli sport di endurance, dove il basso peso è preferibile (es. ciclismo, sci di fondo, corse su lunga distanza);
gli sport che prevedono un abbigliamento che rivela le forme corporee (es. nuoto);
gli sport con categorie di peso (es. arti marziali, lotta).

Il riconoscimento e l’intervento precoce della triade dell’atleta sono fondamentali per prevenire la progressione del danno sulla salute e l’insorgenza delle complicanze (infertilità, osteoporosi).

L’approccio terapeutico deve prevedere il coinvolgimento del medico curante, dello specialista ginecologo, del nutrizionista e, in caso di disturbo del comportamento alimentare, dello psicoterapeuta. Come sempre risulta fondamentale il ruolo centrale della famiglia e anche quello degli allenatori sportivi.

Il primo obiettivo terapeutico e’ il recupero del peso corporeo attraverso una dieta adeguata ai fabbisogni e attraverso il controllo del dispendio energetico. I pasti devono essere equilibrati nell’apporto dei macro e dei micronutrienti, in particolar modo coprendo il fabbisogno giornaliero di calcio, ferro, zinco, vitamina K e inserendo la vitamina D come integrazione. Il trattamento ormonale si impone nei casi in cui la dieta non sia in grado di risolvere l’ amenorrea entro un anno dalla sua insorgenza e nei casi di fratture ossee.

DA SETTEMBRE CAMBIO VITA

Settembre è per tutti il mese dei buoni propositi: la conclusione dell’estate e l’inizio del nuovo anno lavorativo favoriscono e rafforzano la volontà e l’impegno di intraprendere nuovi progetti. Ma quante volte capita di “partire in quarta”… e poi perdersi per strada! Quante volte a tanti di noi è successo, proprio in questo periodo dell’anno, di iniziare una dieta o l’attività fisica… ma non riuscire poi a portare a termine l’obiettivo prefissato! La verità è che i famosi “buoni propositi” non funzionano quasi mai, talvolta perché non siamo realmente motivati, altre volte perché le motivazioni non sono abbastanza forti o sono quelle sbagliate, spesso perché desideriamo ottenere un risultato veloce senza essere pronti a cambiare realmente noi stessi e la nostra vita. Molti dei pazienti che visito in studio desiderano intraprendere una dieta dimagrante per migliorare le proprie condizioni di salute, per risolvere alcuni disturbi legati all’alimentazione, per sentirsi meglio con se stessi e fisicamente… non sempre però accettano il fatto che “fare la dieta” non sia sufficiente, al contrario occorre iniziare a cambiare, giorno dopo giorno, diversi aspetti della propria vita. Per la prevenzione di numerose patologie e per il mantenimento del nostro organismo in condizioni di salute e benessere psicofisico, occorre intraprendere una vera e propria modificazione, graduale ma duratura, delle abitudini quotidiane. Si può iniziare da un cambiamento alla volta, quello prioritario per ciascuno di noi, lavorando innanzitutto sulle motivazioni personali e cercando modalità e strategie pratiche personali. Spesso occorre chiedere aiuto ed essere guidati da un professionista esperto, soprattutto in caso di sottopeso, sovrappeso e presenza di patologie specifiche. Per i miei pazienti ho riassunto in un decalogo le principali “regole” da seguire per uno stile di vita sano:

  1. stop al fumo
  2. alimentazione varia e bilanciata
  3. limitare l’alcool
  4. mantenere un peso corporeo salutare
  5. curare l’idratazione quotidiana
  6. curare la qualità del sonno notturno
  7. contrastare le fonti di stress
  8. Praticare uno sport regolarmente e/o avere uno stile di vita attivo
  9. rallentare… vivere con lentezza !
  10. perdere il controllo, di tanto in tanto

Quest’ultimo punto è per ricordarci che anche una eccessiva attenzione verso la salute, la corretta alimentazione e lo sport possono sfociare in una ossessione e comportare dei rischi per il nostro benessere fisico e psicologico. Ciascuno di noi può e deve migliorare e cambiare le proprie abitudini, ma raggiungendo un equilibrio salutare e benefico. Spesso il meglio è nemico del bene!

LA VIGORESSIA

SEMOLA E CAIO

Quest’estate ho rivisto assieme al mio bimbo il mio film preferito della Disney, La spada nella roccia. La storia di Semola è quella di un adolescente ingenuo, un “tipetto tutt’ossa” che, guidato dalla saggezza e sensibilità di Mago Merlino, diventa Re Artù, in barba al fratellastro Caio, un ragazzone “tutto muscoli e niente cervello”.

“Vuoi essere tutto muscoli e niente cervello, ragazzo?”
“Io non ne ho di muscoli”, risponde Semola a Merlino.
“Ah no, ma allora come fai a camminare, ci hai pensato?”
“Beh, forse qualcuno ce l ho!”

La VIGORESSIA è l’ossessione per il fitness o, più precisamente, per l’allenamento fisico, la dieta e l’uso di integratori e anabolizzanti al fine di aumentare la massa muscolare e migliorare la forma fisica. L’adolescenza è il periodo più critico per l’esordio di questo disturbo, che interessa prevalentemente il sesso maschile. A rischio sono soprattutto i ragazzi dal carattere più fragile, con una bassa autostima, che possono subire il confronto con i coetanei o essere influenzati dai modelli imposti di prestazione e prestanza fisica maschile. Il disturbo, nei soggetti predisposti, può anche manifestarsi in seguito alla frequentazione di palestre e centri fitness ed essere esito dell’influenza subita da parte di allenatori e personal trainer. La vigoressia è classificata tra i nuovi disturbi del comportamento alimentare per l’adesione prolungata a diete iperproteiche e per l’ uso di anabolizzanti associati ad un allenamento fisico intenso ed eccessivo. Come nell’ anoressia nervosa esiste una distorsione della propria immagine corporea, il soggetto affetto persiste nella convinzione di essere sempre troppo esile e la sua vita è ossessivamente impegnata nel controllo della propria forma fisica. Le conseguenze sulla salute investono il fisico e la psiche, provocando disturbi dell’ apparato gastrointestinale, traumi muscolari e scheletrici, carenze nutrizionali gravi, malattie del metabolismo, impotenza, depressione. La vigoressia è un disturbo spesso sottovalutato o non riconosciuto come tale, pertanto sottodiagnosticato e sottotrattato. Fondamentale e’, dunque, il ruolo della famiglia nella prevenzione o nella diagnosi precoce della malattia, a partire dal riconoscimento dei suoi segni premonitori o di esordio nei ragazzi ancora adolescenti o nei giovani adulti. In particolare, fino al completo sviluppo staturo ponderale (18-20 anni nei maschi), sono assolutamente controindicati programmi di allenamento, diete e integrazioni alimentari per incrementare la massa muscolare; successivamente al raggiungimento dell’età adulta, un eventuale intervento sulla composizione corporea deve essere ponderato e intrapreso con la guida di un professionista sanitario. Se da un lato è importante che i ragazzi pratichino sport, è sicuramente necessario che gli ambienti frequentati siano sani, sereni e capitanati da allenatori seri ed equilibrati.

Che meraviglia che sarebbe se per ogni ragazzo in crescita ci fosse un Merlino a fargli da Maestro, ad insegnargli con amore, onesta’… e un pizzico di magia… che “il sapere e la saggezza sono la vera forza”!

Alimentazione e stile di vita: 10 errori molto comuni, da conoscere e da arginare per migliorare le proprie abitudini

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1 saltare la prima colazione: tale abitudine comporta durante la mattinata un deficit energetico e nutrizionale e successivamente l’adesione ad una dieta inadeguata sia da un punto di vista qualitativo che da un punto di vista quantitativo, con la difficoltà a gestire la fame nell’arco della giornata.

2 mangiare fuori pasto: le cause di questa abitudine errata possono essere diverse, in ogni caso la conseguenza di tale comportamento e’ l’assunzione in eccesso di kcal giornaliere e, in particolar modo, il consumo di prodotti da forno, junk food e alimenti poveri di nutrienti e ricchi di grassi saturi e zuccheri semplici. Inoltre, la prassi di mangiare fuori pasto si traduce in un’ alimentazione irregolare e nella tendenza a saltare i pasti, con il rischio di incorrere in carenze nutrizionali.

3 consumare troppi alimenti proteici, in particolar modo proteine animali contenenti grassi saturi (carni e salumi, formaggi stagionati, uova, burro). Tale abitudine è estremamente comune e spesso comporta l’assunzione di proteine giornaliere in eccesso rispetto al nostro reale fabbisogno (all’incirca 1 gr pro chilo di peso corporeo) e rispetto alla quota proteica prevista in percentuale nella ripartizione corretta dei macronutrienti (45-60% carboidrati, 20-35% grassi e 10-15% proteine). Oltre a controllare maggiormente le porzioni proteiche giornaliere occorre variarne la tipologia, consumando abitualmente anche il pesce, contenente grassi insaturi, e le proteine di origine vegetale contenute in legumi, frutta secca, cereali integrali.

4 assumere poche fibre, le quali sono contenute in ortaggi, frutta, cereali integrali, legumi, semi, frutta secca. Le fibre sono essenziali per favorire la regolarità dell’alvo, evitare il passaggio all’interno del sangue delle sostanze tossiche, rallentare e controllare l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri, facilitare una adeguata idratazione dell’organismo, aumentare il livello di sazietà e, pertanto, aiutare a controllare il peso corporeo.

5 consumare in eccesso sale aggiunto. Il nostro fabbisogno di sale è già adeguatamente soddisfatto dalla quota di sodio naturalmente contenuta nei cibi di abituale consumo. Pertanto risulta in eccesso tutto il sale aggiunto come condimento nelle nostre ricette ed anche quello “nascosto” nei prodotti industriali e da forno, nei cibi in scatola e nei cibi pronti e precotti. Oltre a evitare o limitare il sale aggiunto prediligendo spezie e aromi come condimento, occorre prestare attenzione ad un eccesso di salumi, formaggi stagionati, cibi industriali e junk food in generale. Il ritorno alle tradizioni, scegliendo una preparazione casalinga di materie prime di stagione e locali, è auspicabile per limitare il consumo di sale nella nostra dieta e i rischi che un suo eccesso comporta sul lungo termine per i nostri sistemi cardiovascolare e renale.

6 eliminare dalla propria alimentazione determinati cibi per controllare il peso corporeo o per la convinzione, spesso errata, che non siano salutari o che causino disturbi. Non esistono cibi di per se’ dannosi per la salute e le diete di eliminazione di uno o più alimenti, specie se imposte ai bambini e ai ragazzi in crescita, non solo sono inutili ma spesso anche dannose, a meno che non siano prescritte da medici specialisti dopo diagnosi accertata di allergia alimentare o intolleranza alimentare. In particolare, i test delle intolleranze alimentari non hanno validità scientifica! Le uniche vere intolleranze alimentari sono quelle al glutine e al lattosio, entrambe diagnosticabili attraverso esami ematochimici e strumentali prescrivibili dal Medico di Medicina Generale.

7 seguire una dieta monotona, con esclusione di molti alimenti. Il vero segreto di una dieta sana è molto semplice ed è proprio la varietà nella scelta degli alimenti da assumere ogni giorno. Spesso, per comodità, praticità o abitudine, si tendono a consumare sempre gli stessi tipi di alimenti, assecondando anche i bambini nella loro naturale predisposizione alla monotonia. Utile abituarli, invece, ad assaggiare e sperimentare, ricordandosi tuttavia di non obbligarli mai, non insistere e non usare il cibo come premio o punizione!

8 trascurare e sottovalutare l’importanza di un adeguato riposo notturno. Il metabolismo del nostro organismo e la sua salute dipendono fortemente dalla corretta durata e qualità del sonno notturno, pertanto la sera occorre prepararsi al riposo, evitando la tecnologia e dedicandosi ad attività rilassanti, inoltre sono sempre da inquadrare e trattare i disturbi del sonno.

9 non praticare sport e/o condurre una vita sedentaria. Nei bambini e nei ragazzi lo sport è fortemente raccomandato per una crescita armonica e in salute, ma anche in età adulta è indicato inserirlo abitualmente, a meno che non vi siano impedimenti fisici. Lo sport favorisce il funzionamento e la salute di ogni organo e apparato e rappresenta un aiuto importante per la psiche e per il controllo del peso corporeo. Tuttavia, le sole due o tre ore in media di sport a settimana possono non essere sufficienti se ad esse si associa uno stile di vita sedentario. Uno stile di vita attivo prevede lunghe camminate ogni giorno, spostamenti a piedi o in bici, l uso delle scale di casa anziché dell’ascensore, la pratica di hobby e attività piacevoli che prevedano movimento e contrastino la sedentarietà.

10 seguire diete dimagranti restrittive o comunque senza la guida di un professionista in caso di sovrappeso, obesità o in caso di patologie che necessitano di un approccio alimentare specifico. In particolar modo è assolutamente controindicato e rischioso sottoporre ai bambini e ai ragazzi in crescita diete dimagranti e regimi alimentari di eliminazione o fai da te!

 

I SIGNIFICATI DEL CIBO

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La nostra alimentazione riveste un ruolo centrale nella nostra vita perche’ il cibo stesso e’ vita ed è ricco di significati importanti.

-NUTRIMENTO: il cibo contiene tutti i macro e i micronutrienti fondamentali per il nostro organismo, per il suo funzionamento e il suo mantenimento in salute.
-ENERGIA: attraverso il cibo il nostro corpo riceve l’energia, espressa in calorie, necessaria per mantenersi in vita e “lavorare”, esattamente come una macchina necessita di benzina per muoversi.
-BENESSERE: “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”, diceva Virginia Wolf
-PREVENZIONE DELLA SALUTE: “lascia che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, diceva Ippocrate
-GUSTO: il cibo ci appaga donandoci il piacere dei sensi e quello della scoperta. Ricercare il piacere, educando il palato ai cibi che coniugano gusto e salute, è forse l’obiettivo più importante nelle nostre esperienze culinarie.
-CONVIVIALITA’: il cibo è presente in ogni nostro contesto quotidiano ed e’ pertanto condivisione, socialità e comunicazione
-AMORE: cucinare per l’altro è “prendersi cura” e attraverso l’atto di nutrire i nostri figli o le persone amate doniamo ed esprimiamo noi stessi e i nostri sentimenti. Il cibo è relazione. Anche il nostro stesso modo di alimentarci e il rapporto che viviamo con il cibo sono espressione del nostro amor proprio.
-EMOZIONI: il nostro comportamento alimentare può essere espressione dei nostri stati d’animo, positivi o negativi. Il cibo può essere manifestazione di gioia, piacere, soddisfazione, oppure costituire una valvola di sfogo di stress, tristezza, noia, rabbia.
-TRADIZIONE: il cibo e’ cultura e storia del territorio, rituali e abitudini della nostra famiglia.
-RISPETTO: con le nostre scelte alimentari possiamo compiere un atto di rispetto verso la terra e verso l’animale, da cui il cibo proviene, e verso l’uomo che lo coltiva e lo produce.
-ARTE: cucinare è creatività e passione. Un piatto sano, gustoso e bello è una vera e propria opera d’arte.
-CONOSCENZA DI SE’: “Noi siamo quello che mangiamo”, diceva Feuerbach. Conoscere i molteplici significati del cibo e cosa esso rappresenta per noi può rivelarsi un meraviglioso viaggio di scoperta che vale la pena compiere in questa nostra costante ricerca della felicità